Prestazioni di ricovero esenti da Iva in stato di emergenza


Le prestazioni di ricovero rese da strutture private non accreditate in favore di un ente ospedaliero non potranno godere dell’esenzione IVA una volta cessato lo stato di emergenza previsto dalla legge (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 12 maggio 2021, n. 339)

Il Decreto CuraItalia (art. 3, co. 1,decreto legge 17 marzo 2020, n. 18) ha previsto che le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le aziende sanitarie possono stipulare contratti per l’acquisto di ulteriori prestazioni sanitarie nel caso in cui:
a) la situazione di emergenza dovuta alla diffusione del COVID-19 richieda l’attuazione nel territorio regionale e provinciale del piano di cui alla lettera b);
b) dal piano, adottato in attuazione della circolare del Ministero della salute prot. GAB 2627 in data 1° marzo 2020, al fine di incrementare la dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive, isolati e allestiti con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio e in conformità alle indicazioni fornite dal Ministro della salute con circolare prot. GAB 2619 in data 29 febbraio 2020, emerga l’impossibilità di perseguire gli obiettivi di potenziamento dell’assistenza indicati dalla menzionata circolare del 1° marzo 2020 nelle strutture pubbliche e nelle strutture private accreditate, mediante le prestazioni acquistate con i contratti in essere alla data del presente decreto.
Qualora non sia possibile perseguire gli obiettivi indicati sopra mediante la stipula di contratti, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le aziende sanitarie, sono autorizzate a stipulare al medesimo fine contratti con strutture private non accreditate, purché autorizzate.
Pertanto, laddove non sia possibile perseguire gli obiettivi di potenziamento dell’assistenza indicati tramite le ordinarie forme contrattuali previste dalle disposizioni sul riordino della disciplina in materia, gli enti indicati sono autorizzati a stipulare al medesimo fine contratti con strutture private non accreditate, sempre che queste ultime siano autorizzate.
Ne consegue che le prestazioni di ricovero rese da strutture private non accreditate in favore di un ente ospedaliero non potranno godere dell’esenzione IVA di cui al numero 19) dell’articolo 10 del d.P.R. n. 633 del 1972 una volta cessato lo stato di emergenza previsto dalla legge.