Associazioni di categoria: fase sperimentale di raccolta del dato elettorale

L’art. 3, co. 3, della Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo, nonché per l’attività di raccolta del dato elettorale e per la sua ponderazione con il dato associativo, prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il T.U. sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente ITL copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali. L’INPS ha perciò elaborato un applicativo web denominato “Raccolta Elezioni RSU” in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati. L’avvio della raccolta dei dati sarà preceduto da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali (Nota INL n. 5331/2021).

Con apposita Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL (siglata in data 19 settembre 2019) è stato rinnovato l’affidamento all’Inps del servizio di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo e affidato all’Istituto e all’INL l’attività di raccolta del dato elettorale. All’INPS è inoltre demandata l’attività di ponderazione del dato associativo con il dato elettorale. Tali attività sono finalizzate alla certificazione della rappresentanza delle Organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, secondo quanto stabilito dall’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dal Protocollo del 31 maggio 2013 e dal Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, come modificato il 4 luglio 2017.
In particolare, l’art. 3, comma 3, della Convenzione prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il Testo Unico sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente Ispettorato territoriale del Lavoro copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali.
Ciò premesso, l’INPS ha elaborato un applicativo web denominato “Raccolta Elezioni RSU” in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati dalle Commissioni.
D’intesa con l’INPS e con i soggetti firmatari della Convenzione, preso atto della Dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria e CGIL – CISL – UIL in data 14 luglio 2021, si è ritenuto necessario far precedere l’avvio della raccolta dei dati da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali. Ciò anche in ragione della programmata implementazione dell’attività di raccolta nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano, nel cui ambito territoriale le funzioni del Comitato dei garanti non sono svolte dall’Ispettorato nazionale del lavoro.


Sperimentazione
La fase di sperimentazione riguarderà i dati delle elezioni delle RSU svoltesi nel triennio 11 dicembre 2018 – 10 dicembre 2021 nelle imprese aventi unità operativa in tutte le regioni ad eccezione delle tre sopra citate, che applicano i seguenti CCNL rientranti nell’area di rappresentanza di Confindustria ed individuati in ragione della loro maggiore diffusione territoriale: Ccnl metalmeccanico. Codice RASI C00001 (Codici contratto 113-114); Ccnl chimico, chimico-farmaceutico, fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL. Codice RASI C00003 (Codici contratto 035-036-081).


Deposito verbali
A partire dal 1° settembre p.v. le OO.SS. firmatarie della Convenzione o sottoscrittrici dei CCNL sopra individuati depositeranno, per il tramite dei referenti territoriali abilitati o loro delegati, presso il competente Ispettorato territoriale del lavoro, i verbali delle consultazioni elettorali, svoltesi dall’ 11 dicembre 2018, relative alle imprese che applicano i contratti collettivi in questione.
Le OO.SS. di cui sopra avranno cura di trasmettere all’indirizzo INL.comitatogaranti@ispettorato.gov.it entro il 20 agosto 2021, sia i nominativi dei referenti territoriali (unitamente a eventuali delegati già individuati) abilitati al deposito dei verbali, distinti per regione e provincia di appartenenza, sia l’indirizzo email della rispettiva sede sindacale provinciale.
Ricevuti tali nominativi, gli Ispettorati territoriali provvederanno, previe intese con i referenti sindacali della provincia di riferimento, a calendarizzare i depositi dei verbali. L’inserimento dei dati elettorali nell’applicativo web “Raccolta Elezioni RSU” sarà preceduto da un incontro informativo, in videoconferenza entro la prima decade del mese di settembre.


Partecipazione esiti della raccolta
Una volta completato l’inserimento nell’applicativo dei dati elettorali di ciascun CCNL, prima di procedere alla loro validazione, il Direttore di sede provvederà a convocare i referenti delle OO.SS. al fine di rendere noti i dati elettorali complessivi riferiti al CCNL di interesse, nonché i voti conseguiti in relazione a ciascuna consultazione elettorale.


Validazione dei dati elettorali
All’esito della riunione, il Direttore di sede, in qualità di Presidente del Comitato dei garanti, o il suo delegato, procederà alla validazione dei dati elettorali che in tal modo risulteranno definitivamente acquisiti alla procedura telematica.
La fase sperimentale andrà conclusa entro la fine del 2021. Al termine della sperimentazione gli Ispettorati interregionali trasmetteranno relazione delle attività svolte e delle criticità rilevate anche al fine di orientare le modalità di raccolta dei dati a regime.

Elemento promozionale del welfare da luglio per il CCNL Legno e arredamento – Confapi

 


Dal mese di luglio, ai lavoratori della piccola e media industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, e per le industrie boschive e forestali spetta un Elemento promozionale del welfare

Con il verbale di accordo sottoscritto lo scorso maggio, le parti firmatarie, consapevoli dell’importanza della previdenza integrativa, e dato il perdurare della crisi di crescita del fondo, hanno concordato di istituire un elemento promozionale del welfare previdenziale a partire dall’1/7/2021 e fino alla data del 28/2/2023.
Tale elemento è a carico del datore di lavoro ed è pari a un contributo mensile di euro 5 per dodici mensilità, da versare al Fondo Arco per ogni lavoratore in forza alla data dell’1/7/2021 con contratto a tempo indeterminato, secondo le modalità che saranno previste dal Fondo.
Per i lavoratori di prima adesione al Fondo Arco successiva all’1/7/2021 tale contributo è aggiuntivo rispetto a quanto previsto per l’iscrizione ordinaria.
Le Parti si danno atto che sul contributo di cui sopra è dovuta esclusivamente la contribuzione INPS di solidarietà


Studi Professionali: diritto allo studio

Fino al 31 agosto, per i lavoratori dipendenti degli Studi Professionali è possibile richiedere il rimborso delle tasse universitarie e delle attività sportive.

I lavoratori dipendenti degli Studi Professionali, in regola con l’iscrizione e la contribuzione alla bilateralità (Cadiprof ed Ebipro) da almeno sei mesi, possono richiedere:
– fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per il versamento delle tasse universitarie relative all’anno accademico 2020/21;
– fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio di attività sportive, allegando documentazione fiscale emessa nel corso del 2020.
Per entrambi i servizi la prestazione, erogata da Ebipro, è pari al 50% della spesa sostenuta con un limite massimo di 500 euro annue, con facoltà riconosciuta all’iscritto di cumulare nella medesima domanda spese sostenute sia a titolo personale che per i figli a carico.
Ebipro già sostiene il diritto allo studio dei lavoratori attraverso il rimborso al datore di lavoro di parte della retribuzione derivante dalla concessione dei permessi studio.


Classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali: nuovo orientamento giurisprudenziale

In applicazione dell’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione sancito con la sentenza n. 14257/2019 e consolidatosi, da ultimo, con la sentenza n. 5541/2021, la variazione di classificazione dei datori di lavoro, con il conseguente trasferimento nel settore economico corrispondente all’effettiva attività svolta, potrà avvenire con effetto retroattivo soltanto in caso di inesatte dichiarazioni del datore di lavoro rese al momento dell’iniziale inquadramento ai sensi dell’articolo 3, comma 8, della legge n. 335/1995 (Circolare Inps n. 113/2021).


 


Secondo quanto disposto dall’articolo 3, comma 8, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i provvedimenti adottati d’ufficio dall’INPS di variazione della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali, con il conseguente trasferimento nel settore economico corrispondente alla effettiva attività svolta, producono effetti dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento di variazione, con esclusione dei casi in cui l’inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro. In caso di variazione disposta a seguito di richiesta dell’azienda, gli effetti del provvedimento decorrono dal periodo di paga in corso alla data della richiesta stessa. Le variazioni di inquadramento adottate con provvedimenti aventi efficacia generale riguardanti intere categorie di datori di lavoro producono effetti, nel rispetto del principio della non retroattività, dalla data fissata dall’INPS.
L’Istituto, con circolare n. 263/1995, ha fornito successive indicazioni in merito, precisando – in tema di retroattività – che: “Il provvedimento di variazione produrrà, al contrario, i suoi effetti sin dalla data dell’inquadramento iniziale nell’ipotesi in cui tale inquadramento sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro: tali sono le notizie, relative all’effettiva attività svolta, fornite dal datore di lavoro all’atto della domanda di iscrizione e sulla cui base l’Istituto emana il provvedimento di classificazione“.
La disposizione legislativa citata è stata, tuttavia, oggetto di un’interpretazione giurisprudenziale non univoca. In particolare, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 13383/2008, accogliendo la tesi difensiva dell’Inps e mutando un precedente orientamento (cfr. sentenza n. 4521/2006), ha statuito il principio di diritto in base al quale in materia di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e ai fini dell’applicabilità dell’articolo 3, comma 8, della legge n. 335/1995 – che fissa la regola che gli effetti della variazione della classificazione si producono dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento, con la sola eccezione, con conseguente retroattività degli effetti della variazione, dell’ipotesi in cui l’inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni dal datore di lavoro – l’omessa comunicazione dei mutamenti intervenuti nell’attività svolta dall’azienda, la quale, per effetto delle scelte operate dall’imprenditore, assume caratteristiche tali da comportare una diversa classificazione ai fini previdenziali, è da equiparare all’ipotesi delle dichiarazioni inesatte, giacché, alla stregua della comune “ratio” di assicurare la corrispondenza della classificazione, a fini previdenziali, all’effettiva attività dei datori di lavoro, anche in caso di omessa comunicazione si realizza, sia pure in un momento successivo, una discrasia tra l’effettività della situazione e le dichiarazioni sulle quali la classificazione iniziale era fondata.
La deroga della retroattività degli effetti della variazione in discorso, prevista dal citato articolo 3, può avere luogo, quindi, secondo la suddetta pronuncia, sia in caso di inesatte dichiarazioni sia di omessa comunicazione ad opera del datore di lavoro (in senso conforme, anche Corte di Cassazione n. 8558/2014).


Nuovo orientamento giurisprudenziale
La Corte di Cassazione ha però mutato il proprio orientamento con la sentenza n. 14257/2019 e, da ultimo, con la sentenza n. 5541/202, nella quale, tra l’altro, si afferma che “non si ritiene esistente un contrasto attuale che imponga di rimettere la questione alle Sezioni Unite”, richiamando i seguenti principi:
– l’articolo 3, comma 8, della legge n. 335/1995 stabilisce che i provvedimenti di variazione della classificazione dei datori di lavoro producono effetti dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento o della richiesta dell’interessato;
– la retroattività degli effetti della variazione si determina ogni volta che vi sia stato nel momento iniziale dell’attività un comportamento del datore positivo e volontario tale da determinare un inquadramento errato, qual è l’inoltro di dichiarazioni inesatte;
– la condotta omissiva intervenuta nel corso dell’attività del datore di lavoro trova specifica sanzione nell’articolo 2, primo comma, del decreto-legge 6 luglio 1978, n. 352, che prevede l’obbligo dell’impresa di comunicare agli enti previdenziali le variazioni relative all’attività imprenditoriale svolta ed il cui inadempimento non comporta alcuna conseguenza sotto il profilo della decorrenza della variazione di inquadramento.
Secondo la Corte, tale soluzione interpretativa “deve essere preferita, in quanto coerente con la natura eccettiva della deroga all’operatività della classificazione ex nunc, deroga prevista testualmente per il solo caso delle inesattezze nella dichiarazione iniziale e che, dunque, non può essere applicata al di fuori delle ipotesi ivi tassativamente indicate e tipizzate, stante il divieto anche di interpretazione analogica ed estensiva, posto con riferimento alla legge speciale dall’art. 14 preleggi“.


Nuove indicazioni amministrative
A seguito del mutato orientamento giurisprudenziale, la variazione di classificazione dei datori di lavoro, con il conseguente trasferimento nel settore economico corrispondente all’effettiva attività svolta, potrà avvenire con effetto retroattivo soltanto in caso di inesatte dichiarazioni del datore di lavoro rese al momento dell’iniziale inquadramento ai sensi dell’articolo 3, comma 8, della legge n. 335/1995.
Conseguentemente, ai fini della variazione di classificazione dei datori di lavoro, i provvedimenti dell’Istituto successivi alla data del 24 maggio 2019, in ragione del consolidarsi del nuovo orientamento giurisprudenziale, dovranno basarsi sul presupposto che l’omessa comunicazione del datore di lavoro circa i mutamenti dell’attività svolta non potrà essere più equiparata all’inesatta dichiarazione e quindi non potrà più rilevare ai fini dell’adozione di un provvedimento di variazione di classificazione con efficacia retroattiva. La retroattività degli effetti della variazione di classificazione, di cui al comma 8 dell’articolo 3 della legge n. 335/1995, sussisterà soltanto in caso di inesatte dichiarazioni del datore di lavoro rese esclusivamente in fase di iniziale inquadramento.

Rinnovato il CCNL Tessile abbigliamento – industria



Sottoscritta l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile abbigliamento, scaduto il 31 marzo 2020.


Il testo, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2024, interessa oltre 400.000 lavoratori, impiegati in circa 46.000 imprese.
Le Parti hanno convenuto quanto segue:
– la disciplina definita nel Cap.VI del CCNL del 5 luglio 2017 non troverà applicazione per il periodo di vigenza del presente Contratto nazionale;
– pertanto, per il periodo di vigenza del presente contratto 1° aprile 2020—31 marzo 2024, la dinamica dell’E.RN. viene regolata dalle Tabelle di seguito riportate;
– nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale, le Parti definiranno la nuova disciplina dell’E.RN. in base a quanto previsto dall’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018.































































livelli

parametri

1 tranche apiile2022

2 tranche gennaio 2023

3 tianche apiile2023

8 127 25,40€ 31,75 € 34,29€
7 120 24,00€ 30,00 € 32,40 €
6 112 22,40 € 28,00€ 30,24€
5 105 21,00€ 26,25 € 28,35 €
4 100 20,00€ 25,00 € 27,00 €
3bis 98 19,60€ 24,50€ 26,46 €
3 96 19,20€ 24,00€ 25,92€
2bis 93 18,60€ 23,25 € 25,11 €
2 91 18,20€ 22,75 € 24,57€
1 72 14,40€ 18,00€ 19,44€


Conseguentemente l’Elemento Retributivo Nazionale -ERN- assumerà i seguenti valori mensili alle scadenze indicate:


Tabella E.R.N. fino al 31 marzo 2022































































livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

8 2.173,24 € 2.198,64 € 2.230,39 € 2.264,68 €
7 2.049,70 € 2.073,70 € 2.103,70 € 2.136,10 €
6 1.924,49 € 1.946,89 € 1.974,89 € 2.005,13 €
5 1.802,76 € 1.823,76 € 1.850,01 € 1.878,36 €
4 1.714,95 € 1.734,95 € 1.759,95 € 1.786,95 €
3bis 1.675,42 € 1.695,02 € 1.719,52 € 1.745,98 €
3 1.638,13 € 1.657,33 € 1.681,33 € 1.707,25 €
2 bis 1.590,85 € 1.609,45 € 1.632,70 € 1.657,81 €
2 1.556,18 € 1.574,38 € 1.597,13 € 1.621,70 €
1 1.237,20 € 1.251,60 € 1.269,60 € 1.289,04 €


Viaggiatoti e Piazzisti















livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

1° cat. 1.852,27 € 1.874,67€ 1.902,67 € 1.932,91 €
2° cat 1.747,47 1.768,47€ 1.794,72€ 1.823,07€


Per le aziende terziste nel mezzogiorno, gli aumenti contrattuali previsti per la generalità dei lavoratori alle scadenze di cui al Punto A entreranno hi vigore alle seguenti scadenze:
– 1° ottobre 2022;
– 1° luglio 2023;
– 1° ottobre 2023
Per quanto riguarda il welfare sanitario la novità è l’attivazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2023, di una assicurazione contro la non autosufficienza (LTC) a beneficio di tutti i lavoratori del settore. Tale assicurazione sarà finanziata con un contributo a carico dell’impresa di 2 euro per ogni lavoratore.
È stato concordato l’avvio dell’ente bilaterale di settore finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente.
In merito al  tema della violenza di genere, le parti confermano l’impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l’assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della stessa azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria. Inoltre, è stata migliorata la normativa sulla tutela delle lavoratrici e lavoratori madri e padri rispetto al divieto di lavoro notturno.
Molto importante l’inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale, al fine di arginare il fenomeno dei contratti pirata, con l’impegno delle aziende committenti ad inserire nel contratto di commessa l’obbligo dell’applicazione ai lavoratori dei Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul territorio nazionale.
Nell’intesa sono migliorati i diritti individuali dei lavoratori, sia in termini di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, che per quanto riguarda i permessi, le aspettative, e i congedi, con il recepimento della legge Cirinnà, estesi anche alle coppie di fatto.
Inoltre, in merito alle ore prestate in regime di flessibilità dell’orario, sono state elevate da 16 a 32 le ore che potranno essere programmate individualmente.
Infine, è stato definito un protocollo d’intesa sulla bilateralità per la definizione di apposite iniziative congiunte per la diffusione e l’applicazione delle “Linee guida sulla contrattazione aziendale”. Nel protocollo è presente anche la costituzione di un apposito gruppo di lavoro che, anche in conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19 nell’organizzazione del lavoro, sviluppi analisi congiunte sullo stato di salute in generale dei lavoratori del settore e individui opportune forme di prevenzione da implementare nelle imprese.