Promozione dei Progetti Utili alla collettività nel Lazio

Siglato l’11/5/2021, tra la Regione Lazio, l’ANCI Lazio e la CGIL Roma e Lazio, la CISL Lazio, la UIL Lazio, la CGIL FP Roma e Lazio, la CISL FP Lazio, la UIL FPL Roma Lazio, il protocollo d’intesa Progetti Utili alla collettività (PUC) per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC) nel Lazio.

Il presente Protocollo ha come obiettivi:
– stimolare il confronto tra le Parti territoriali (Comuni e OO.SS. firmatarie del presente Protocollo) sia nella fase di predisposizione dei progetti sia in quella di realizzazione;
– il monitoraggio delle attività e delle misure connesse ai PUC;
– la promozione di un’azione sinergica fra le Parti firmatarie del presente Protocollo;
– contrastare le possibili distorsioni nella realizzazione dei PUC che possono determinare il fallimento della misura perché non in linea con la filosofia ispiratrice e gli obiettivi della norma.
Le Parti condividono di realizzare le attività di cui al presente Protocollo, ciascuna nel rispetto delle proprie competenze e, in particolare al fine di:
– fornire ai Distretti e ai comuni del Lazio un supporto nella programmazione e nel monitoraggio della misura, con l’obiettivo di rendere omogeneo nella Regione Lazio l’impiego della stessa;
– promuovere il coinvolgimento delle Parti sociali nella fase di predisposizione e di realizzazione dei progetti, ferma restando la titolarità dei progetti in capo ai Comuni e nel rispetto degli ambiti di intervento, di attuazione e di gestione degli stessi, per favorire una proficua collaborazione volta a monitorare gli obiettivi attesi.
Al fine di favorire la semplificazione e l’omogeneità nella procedura di attivazione dei PUC, la Regione e l’ANCI Lazio definiscono, nel rispetto della normativa vigente, un documento informativo che, valorizzando i principi e le indicazioni previste nel presente Protocollo, fornisce indicazioni in ordine alla programmazione dei PUC e alla loro attivazione, garantendo ai Comuni un supporto nell’attivazione della misura.
Le Parti condividono di istituire un Tavolo di monitoraggio composto da un membro per ciascuna delle Parti firmatarie del presente Protocollo con il compito di:
– realizzare un monitoraggio con report semestrali della misura PUC e, nella loro attuazione, del rispetto dei principi e delle indicazioni previste nel presente Protocollo, approfondendo i dati per comune e per provincia;
– definire modalità di coordinamento permanente tra la Regione Lazio e i Distretti sociosanitari, con la partecipazione delle Parti firmatarie del presente Protocollo, per l’identificazione delle eventuali ragioni ostative che possano pregiudicare o influire sulla partecipazione ai progetti di che trattasi;
– raccogliere le buone prassi già realizzate o in corso di realizzazione su tutto il territorio regionale attraverso forme di volontariato, cittadinanza attiva, lavoro protetto ed altro, attuate nei Comuni, anche con l’apporto di Enti Pubblici e di Soggetti del Terzo Settore, assimilabili per uno o più aspetti ai principi cardine dei PUC;
– promuovere il rispetto fra tutti gli attori coinvolti del principio secondo il quale “le attività previste nell’ambito dei PUC non sono assimilabili ad attività di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo, non determinano in alcun caso l’instaurazione di un rapporto di lavoro” e “il beneficiario del Reddito di Cittadinanza non può svolgere attività in sostituzione di personale dipendente o connesse ad attività oggetto di appalto o di affidamento all’esterno”;
– analizzare le dinamiche sui territori al fine di individuare proposte condivise per eventuali correttivi nella gestione dello strumento;
– redigere una relazione annuale sull’attuazione dei PUC nella Regione Lazio con particolare riferimento a:
   – i settori maggiormente interessati dai Comuni nella predisposizione dei progetti;
   – le problematiche eventualmente-riscontrate;
– analizzare quanto emerge dal Tavolo di monitoraggio al fine di raccogliere eventuali ulteriori proposte e, in tal caso, individuare ulteriori sperimentazioni sulla base delle migliori pratiche dei PUC a livello nazionale e/o a livello europeo.

Emersione rapporti lavoro irregolare e rilascio permesso di soggiorno per attesa occupazione: chiarimenti

Con circolare 11 maggio 2021, n. 3625, alla luce di segnalazioni pervenute dal territorio e di ulteriori interlocuzioni intervenute con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il Ministero dell’interno, facendo seguito alla circolare n. 3020/2021, torna ad occuparsi delle procedure di emersione dei rapporti di lavoro irregolare, fornendo ulteriori chiarimenti.

Secondo quanto previsto con la circolare n. 3020/2021 del Ministero dell’Interno, nel caso in cui sia stata dichiarata l’emersione di un rapporto di lavoro a tempo determinato nel settore agricolo e, in attesa della convocazione presso lo Sportello, sia spirato il termine finale del rapporto medesimo, la procedura di emersione può proseguire nell’eventualità in cui il datore di lavoro manifesti la volontà di prorogare il precedente rapporto o anche di voler nuovamente assumere il lavoratore. Nel caso invece in cui il datore di lavoro non abbia né l’intenzione di voler prorogare il rapporto, né di voler nuovamente assumere il lavoratore, non sarebbe possibile rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
Inoltre, non si ravvisano ragioni ostative al subentro di un diverso datore di lavoro che, nell’ambito della stessa procedura di emersione, si renda disponibile ad instaurare un nuovo rapporto di lavoro con il medesimo lavoratore straniero e a sottoscrivere il prescritto contratto di soggiorno.
Facendo seguito alla citata circolare, alla luce di segnalazioni pervenute, il Ministero dell’Interno – con circolare 11 maggio 2021, n. 3625 – fornisce alcune puntualizzazioni.
La disciplina dettata nella circolare per la fattispecie di dichiarazione di emersione di un rapporto di lavoro a tempo determinato conclusosi perché spirato il termine finale, nelle more della convocazione degli interessati presso lo Sportello Unico, si applica anche ai rapporti di lavoro domestico e di assistenza alla persona. Pertanto, in queste ultime ipotesi è consentito il subentro nella procedura di un nuovo datore di lavoro anche se non componente del nucleo familiare.
Inoltre, nel caso in cui si verifichi la cessazione del rapporto di lavoro per cause non di forza maggiore, si ritiene che anche in questa fattispecie possa essere previsto il subentro di un nuovo datore di lavoro.
Qualora, invece, anche a causa delle gravi conseguenze che il perdurare dell’emergenza pandemica ha provocato nel mercato del lavoro, non vi sia un nuovo datore di lavoro disponibile all’assunzione del lavoratore, in considerazione del lungo tempo trascorso dall’invio dell’istanza e dell’alto numero di pratiche ancora in trattazione, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interessato in merito, conviene possa essere rilasciato allo straniero un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
In ogni caso, gli Sportelli Unici dovranno svolgere gli opportuni accertamenti ai fini di una valutazione volta ad escludere che la domanda di emersione sia stata inoltrata strumentalmente e che il rapporto di lavoro si sia instaurato in modo fittizio.


In tutte le ipotesi sopra descritte sarà, comunque, necessario procedere alla convocazione presso lo Sportello sia del datore di lavoro che aveva avanzato istanza di emersione sia del lavoratore per il perfezionamento della procedura di sottoscrizione del contratto relativo al rapporto di lavoro cessato.
Infine, laddove le istanze fossero state rigettare a causa della cessazione del rapporto di lavoro, si considera opportuno procedere al riesame degli stessi in via di autotutela.

Proroga contratti a termine e fruizione di trattamento di integrazione salariale


L’Ispettorato nazionale del lavoro ha fornito alcune precisazioni sulla possibilità di procedere al rinnovo o alla proroga di contratti a termine relativi a lavoratori in forza presso aziende che fruiscono degli strumenti di integrazione salariale previsti dalla normativa emergenziale.


Il legislatore ha consentito al datore di lavoro ammesso al trattamento di integrazione salariale di rinnovare o prorogare contratti a termine, anche a scopo di somministrazione di lavoro, in deroga, tra l’altro, al divieto di cui all’art. 20, comma 1, lett. c), del D. Lgs. n. 81/2015, che preclude la stipula di contratti a tempo determinato in “unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato”. Dunque, la violazione della suddetta previsione non comporterà l’ordinario effetto di trasformazione del contratto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Tale disposizione è da considerarsi attualmente in vigore quale norma interpretativa delle disposizioni che disciplinano l’erogazione degli ammortizzatori sociali in fase emergenziale, artt. da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, richiamate dalle successive norme che ne hanno nel tempo prorogato la fruizione (artt. da 68 a 70 del D.L. n. 34/2020 conv. da L. n. 77/2020; artt. 1 e 2 del D.L. n. 104/2020 conv. da L. n. 126/2020; art. 12 del D.L. n. 137/2020 conv. da L. 176/2020; art. 1, comma 300, L. n. 178/2020; art. 8 D.L. n. 41/2021).
In considerazione del richiamo alla normativa originaria di cui agli artt. 19 e ss del D.L. n. 18/2020 da parte delle norme successive, l’inciso “nei termini ivi indicati” contenuto nell’articolo 19 bis, è dunque da interpretare in senso “dinamico”, facendo riferimento alla platea dei lavoratori attualmente destinataria degli strumenti di integrazione salariale emergenziali, come da ultimo individuata dall’art. 8 del D.L. n. 41/2021 nei “lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del presente decreto”.
Pertanto, alla luce delle predette disposizioni, l’Ispettorato conclude che, è possibile rinnovare o prorogare contratti a termine anche per i lavoratori che accedono ai trattamenti di integrazione salariale, laddove gli stessi siano in forza alla data del 23 marzo 2021.

Sottoscritta l’ipotesi di accordo del CCNL Misericordie

Sottoscritta l’ipotesi di accordo per il personale dipendente delle Misericordie d’Italia e delle strutture loro collegate quali, ad esempio, case di riposo, ambulatori, servizi funebri e cimiteriali, Imprese Sociali nonché alle Associazioni di volontariato che ne sottoscrivano l’adesione

Dopo ampio dibattito si è giunti ad un’ipotesi di accordo economico volto ad omogeneizzare i tabellari dei CCNL Misericordie ed ANPAS, contraddistinta dai seguenti punti:
– Rinnovo contrattuale riferito al triennio 2017-2019;
– mantenimento dell’impianto normativo dell’attuale CCNL al fine di poter giungere, in tempi rapidi, alla sottoscrizione di un CCNL 2020-2022 che unifichi Misericordie ed ANPAS;
– incremento tabellare di 85 euro lordi riferiti alla categoria C3 e riparametrati sulle altre categorie con decorrenza dall’1/5/2021;
– riconoscimento, al personale assunto prima del 1/1/2020, di un importo, a titolo


di una tantum, pari a 1200 euro lordi, parametrati sulla categoria C3, suddivisi in 4 tranches da 300 euro ciascuna, da corrispondersi nei seguenti mesi: luglio 2021, settembre 2021, novembre 2021, gennaio 2022;
– corresponsione, di norma in occasione delle festività natalizie 2021, e comunque entro il 15 febbraio 2022, di una quota pari a 200 euro, non riparametrate, sotto forma di buoni acquisto;
– sospensione del pagamento del premio di produttività, ex art.48 del CCNL vigente, per l’anno 2021, in attesa della sottoscrizione del nuovo CCNL 2020/22 con Anpas che dovrà regolare modalità di erogazione del premio e quantità economica. In caso di mancata sottoscrizione del CCNL entro il 30/9/2022, sarà ripristinato il pagamento del premio secondo le quantità economiche attuali, sullo stipendio del dicembre 2022;
– istituzione di una Commissione paritetica entro il 30/9/21, che avrà il compito di armonizzare l’istituto della previdenza complementare come già istituita e normata dal CCNL ANPAS 2017-2019.
L’ipotesi sarà sottoposta all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori e in caso di esisto positivo le parti si incontreranno nuovamente per la ratifica dell’accordo


PORTUALI: Dichiarazione congiunta e Avviso comune 7/5/2021


 

 


13 MAG 201 Firmati il giorno 7/5/2021, tra ASSOPORTI, ASSITERMINAL, ASSOLOGISTICA, FISE-UNIPORT e FIT-CISL, FILT-CGIL, UILTRASPORTI, due accordi aventi ad oggetto una Dichiarazione congiunta e un Avviso comune

Dichiarazione congiunta
Le parti stipulanti il CCNL lavoratori dei Porti ritengono opportuno costituire una Commissione paritetica che, previo confronto tecnico, avvalendosi anche del supporto dell’EBN, esamini ed approfondisca alcune tematiche riguardanti:
– lo Stato di applicazione del CCNL Lavoratori dei porti nel settore portuale;
– il grado di attivazione della contrattazione di 2° livello di cui all’art. 52 del CCNL Lavoratori dei porti;
– la situazione economico-sociale del settore disciplinato, anche con riferimento agli effetti diretti ed indiretti determinati dalla pandemia Covid-19;
– l’andamento occupazionale nell’ultimo biennio e previsioni a due anni.
La Commissione tecnica verrà costituita a gennaio 2022 e concluderà i lavori entro 8 mesi e sulla base delle analisi sviluppate, le parti avranno elementi di valutazione per il confronto relativo al futuro rinnovo del CCNL e potranno sostanziare proposte orientate allo sviluppo del settore, alla difesa dell’occupazione, nonché evidenzieranno presso le competenti sedi istituzionali, le tematiche e le richieste più significative per una moderna politica industriale del comparto portuale.

Avviso comune
Contestualmente, alla sottoscrizione della Dichiarazione comune, le parti hanno firmato un Avviso comune inviato al Governo nonché al Parlamento, nel quale si evidenziano gli effetti negativi che la pandemia COVID-19 ha prodotto e sta palesando nel settore della portualità: questo è un elemento di chiarezza che deve guidare nelle scelte e nelle misure da adottare, anche da parte Governativa, sia nel momento attuale che in quello prospettico.


Le Associazioni e le Segreterie Sindacali firmatarie, con questa iniziativa, intendono riaffermare altresì l’importanza strategica della portualità nel contesto economico italiano, come dimostrato in questo periodo di grande difficoltà dove i sistemi logistico portuali hanno garantito la sopravvivenza del Paese.